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Dieta e salute

Uno psicologo può essere la soluzione per i disturbi dell’attenzione

Categoria: Dieta e salute
Pubblicato 28 Luglio 2017
Visite: 536

I disturbi dell’attenzione sono una vera e propria sindrome che colpisce tantissimi bambini nel mondo: vediamo come affrontare il fenomeno con l’aiuto di uno psicologo.

Bambini sempre più distratti, incapaci di concentrarsi per più di pochi secondi, iperattivi, sempre in movimento, impulsivi: i disturbi dell’attenzione sono una vera e propria sindrome che in alcuni casi impedisce il normale sviluppo neurologico della persona, aumentandone le difficoltà di integrazione e adattamento sociale. C’è chi sostiene che i disturbi dell’attenzione siano dovuti solo a cause genetiche, ma è provato come alcune abitudini casalinghe influenzino e in alcuni casi scatenino comportamenti anomali nei minori.

Fare i compiti con la TV accesa o guardare per ore filmati sul tablet di papà sono comportamenti che stimolano la comparsa di qualche deficit dell’attenzione. Non solo: l’esposizione precoce alle nuove tecnologie rende i bambini più interessati a stimoli di tipo artificiale, invece che a rumori “naturali” e più indicati per individui con una struttura cerebrale in formazione (il rumore dei passi dei genitori così come il suono della loro voce, il rumore delle attività quotidiane in casa o il suono di una melodia).

La tecnologia non è una baby-sitter

L’uso delle tecnologie come se fossero baby-sitter non nuoce solo ai bambini, ma provoca a lungo andare nei genitori una sensazione di inadeguatezza nel proprio ruolo: se da una parte c’è la soddisfazione per esser riusciti a distrarre e calmare il bambino, dall’altra c’è la frustrazione provocata dal dato di fatto che un tablet è riuscito nell’impresa che non è riuscita al genitore.

Le tecnologie rappresentano qualcosa di fantastico per i giovani, tuttavia non bisogna credere che esse possano sostituire il calore e l’affetto umani. Un tablet può essere un valido strumento di formazione e che permette al bambino di percorrere tantissime strade nel mondo della conoscenza e della cultura; ma questo non autorizza nessun genitore a lasciare solo il proprio figlio nel mare sconfinato di internet e tantomeno a pensare che la propria figura possa essere rimpiazzata da qualsiasi strumento tecnologico. Sarebbe quindi un bene dosare il tempo che i figli trascorrono con i dispositivi tecnologici.

Disturbi dell’attenzione: ecco cosa fare

Se un bambino non riesce a prestare attenzione alla maestra per più di dieci secondi e a casa è un uragano, cercate di non piazzarlo per ore davanti alla TV per farlo stare buono. Affrontate il problema e cominciate a pensare che il suo disturbo dell’attenzione possa dipendere anche dal vostro modo di crescerlo! Alla velocità ed effimerità di internet bisognerebbe affiancare la profondità di un rapporto umano: questo vale di più mille video su YouTube! I disturbi dell’attenzione non vanno sottovalutati: nel momento in cui la situazione sia davvero ingestibile il consiglio è quello di rivolgersi allo psicoterapeuta.

Sara Moruzzi, psicologa a Parma e Fidenza, è specializzata in questo tipo di problematiche e aiuta genitori e figli a instaurare un rapporto interpersonale sano e duraturo, basato su fiducia, reciprocità e rispetto.

 

Rotture del crociato anteriore - il Fisioexcel spiega cause e terapie

Categoria: Dieta e salute
Pubblicato 21 Febbraio 2017
Visite: 607

La rottura del legamento crociato anteriore - cause e terapie

Un lungo lasso di tempo che intercorre prima di giungere ad un totale recupero che si aggira intorno ai 6 mesi e causa di forti dolori. La rottura del legamento crociato anteriore è tra le lesioni più gravi e invalidanti per gli sportivi.
È un tipo di lesione molto frequente soprattutto per chi gioca a calcio oppure pratica sci: in questi 2 sport in particolare i movimenti si concentrano molto sulla torsione del ginocchio per i cambi di direzione; questi movimenti del ginocchio possono subire brusche sterzate con l’impuntarsi dei piedi sul terreno o dello sci nella neve. Gli scatti violenti sono la causa primaria della rottura.

Le cause

Tra le altre cause della rottura del legamento crociato anteriore possiamo indicare le seguenti:

  • colpo al ginocchio
  • torsione della parte interessata
  • cambi di direzione
  • cadute rovinose
  • ricaduta dopo un salto

I sintomi che si manifestano immediatamente dopo la rottura del legamento crociato anteriore sono principalmente tre: forte dolore, gonfiore visibile sin dopo pochi minuti e cedimento dell’articolazione. Il malcapitato troverà in questo caso particolarmente difficile poggiare il piede e camminare. Se nei primi 2-3 giorni post infortunio il dolore e il gonfiore sono molto marcati, nei giorni successivi tenderanno a diminuire gradualmente.

Fase diagnostica preliminare

La diagnosi si basa su alcune manovre fatte dagli specialisti come la cosiddetta “prova del cassetto”. Questa manovra è un vero e proprio test che si effettua con il paziente supino e con il ginocchio flesso a 90° ; mantenendo immobile il piede del paziente, il fisioterapista afferra la tibia con entrambe le mani e la tira verso di sé ricercando uno spostamento anteriore del legamento.
Se il crociato anteriore non è lesionato e il legamento ha raggiunto la sua massima capacità di estensione, alla trazione del fisioterapista il movimento si arresta.
A diagnosticare con certezza la rottura del crociato sono soprattutto i risultati della risonanza magnetica, necessaria per verificare a fondo l’entità effettiva del trauma.

Terapie

Le alternative in questo caso sono due: o si opta per un intervento chirurgico risolutivo che però come dicevamo ha lunghi tempi di recupero ma è molto indicato per gli sportivi; altrimenti si prende in considerazione la strada della tecnica conservativa, fatta di tutori, di riposo e di riabilitazione, tutti trattamenti che vanno ad escludere l’intervento chirurgico. Non sono risolutivi al 100% ma sono sufficienti per chi ha semplicemente avuto un incidente e fa lavori sedentari o non pratica sport al livello agonistico.

Fisioterapia

La fisioterapia è in ogni caso una fase fondamentale della terapia, sia in caso di intervento che non. Nella fase di pre-intervento chirurgico la riabilitazione svolge un ruolo strettamente preparatorio che punta a mettere il paziente nelle condizioni di affrontare al meglio l’operazione. Uno dei problemi maggiori ai quali si va incontro dopo uno sfortunato episodio di questo tipo riguarda la perdita di volume e tono muscolare, dovuto al lungo periodo di stallo. Tali sedute preliminari permettono di recuperare in parte la riduzione del tono muscolare del quadricipite che dopo la rottura si aggira tra il 15% e il 40%.

La fisioterapia post intervento del Fisioexcel, centro fisioterapico di Roma Monte Mario è finalizzata a far recuperare pienamente l’estensione del ginocchio e il tono muscolare perso del paziente trattato, mediante graduali esercizi di allungamento e di estensione, per poi passare all’elettrostimolazione, alla cyclette e agli esercizi propriocettivi.

 

Contatta la struttura per chiedere più informazioni.

 

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