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Quando è possibile richiedere l’affido esclusivo dei figli

Categoria: Studi legali Pubblicato 15 Novembre 2019
Scritto da Danilo De Luca Visite: 54

Fondamentalmente, durante un divorzio, l’affido che si decide di adottare è sicuramente quello paritario. Esso permette di poter trascorrere pari tempo sia col padre che con la mamma a settimane alternate.

A risentirne è anche il mantenimento, poiché non riguarda solo un genitore, bensì si parla di mantenimento diretto: entrambi i genitori sostengono le spese e le necessità del figlio a seconda della permanenza dello stesso, in casa di un genitore o dell’altro.

 

Il principio di bigenitorialità

 

Rivolgendoci ad un avvocato divorzista brescia o a Roma, o Milano, la risposta sarà sempre la medesima: per quanto riguardo l’affidamento dei figli minorenni, deve essere rispettato il principio di bigenitorialità. Quest’ultimo stabilisce che entrambi i genitori hanno eguali responsabilità, devono preoccuparsi tutti e due della cura e dell’educazione dei propri bambini ed entrambi devono entrare nel merito delle decisioni di maggiore interesse per i figli.

 

Insomma, sia madre che padre hanno uguali diritti e doveri mentre il bambino ha diritto di mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi anche dopo il divorzio.



L’affido esclusivo: l’eccezione.

 

Come possiamo leggere nel titolo, l’affido esclusivo è l’eccezione per quanto riguarda l’ambito dell’affidamento dei figli.

 

Le circostanze che possono portare un giudice a virare su questa decisione possono essere vari e sono tutte questioni molto delicate: in caso di violenza sui figli o sul coniuge in presenza dei bambini, in caso di problemi affettivi in cui il genitore manifesta completo disinteresse o lacune sul piano affettivo.

Durante la richiesta di affidamento esclusivo, il genitore richiedente deve deve dimostrare con elementi tangibili le accuse che rivolge al suo ex coniuge. Non basti avere la convinzione sull’inidoneità dell’altro perché comporterebbe una sanzione pecunaria da versare a favore del genitore accusato.

 

Dopo aver presentato la domanda, una volta accettata dal giudice, quest’ultimo deve motivare l’idoneità dell’uno ( quello affidatario) e la mancanza di capacità educativa dell’altro.

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